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Welcome new tulips #home #rotherhithe #london #flowers
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Enjoying the sun #hackneywick #london (at The Hackney Pearl)
Waiting #graffiti #rotherhithe #london (at Surrey Quays Shopping Centre)
Third pre-instruction exercise: drawing of the corner of a room.
“The New Drawing on the Right Side of the Brain” workbook.
Second pre-instruction exercise: drawing my hand.
“The New Drawing on the Right Side of the Brain” workbook.
Today I started again my drawing exercises on “The New Drawing on the Right Side of the Brain” workbook.
First pre-instruction exercise: a self-portrait. I don’t actually recognise myself here.
Swedish home furniture giant IKEA is taking a bold step toward urban planning, by acquiring 11 hectares of land in East London to build its very own neighborhood.
The Strand East, as it is called, will feature 1,200 rental homes—all of which will be priced to appeal to a range of incomes. […]
“We have a very good understanding of rubbish collection, of cleanliness, of landscape management,” says project manager Anthony Cobden.
Cobden adds that they further plan to “create a sense of place” that will be shaped rather than forced through promotion of community events, farmers’ markets and outdoor flower shops.
“We would have a fairly firm line on undesirable activity, whatever that may be,” says Cobden. “But we also feel we can say, okay, because we’ve kept control of the management of the commercial facilities, we have a fairly strong hand in what is said in terms of the activities that are held on site.”
IKEA To Build An Entire Neighborhood In London - DesignTAXI.com
Posted by new-aesthetic.

Per gli inglesi il teatro è una cosa seria e al tempo stesso estremamente normale. Tutti prima o poi ci vanno e la maggior parte di loro lo farà indossando vestiti eleganti.
In zona Charing Cross/Leicester Square/Piccadilly c’è un teatro per tutti i gusti, ad ogni angolo. Il Duke of York’s Theatre è minuscolo e sviluppato in verticale (intendo “ripido”), le sedie sono minuscole e le spazio tra una fila e l’altra è minimo. Come se avessero voluto costruirlo a tutti i costi.
Si è riempito completamente, di persone di ogni età.
Niente foto, lo spettacolo sta per iniziare.
A big white cloud running fast in this bright, beautiful, windy night on Flickr.
I simply love this city
Mi cambio nello spogliatoio dell’ufficio e cammino a passo spedito verso la scuola di danza schivando le persone che mi vengono incontro. Non mi curo del fatto di essere vestita un po’ troppo leggera e difatti non sento il freddo, ho l’urgenza di arrivare in tempo.
Lo studio della mia lezione è il 3, all’ultimo piano del palazzo in stile vittoriano: una ragazza che arriva dopo di me mi dice che spesso l’insegnante è in ritardo e già mi piace.
Avendo letto della sua esperienza più che ventennale tra danza e yoga, me la immagino leggera, flessibile come un fuscello e a questo punto, un po’ sopra le righe.
Le mie aspettative non sono state tradite.
Si presenta a me, l’unica nuova persona questa sera e mi chiede perché ho scelto proprio lo Yoga:
“Per rilassarmi, per trovare me stessa.”
“Ti sei persa?”
“Credo di sì.”
“Grazie per aver scelto questa classe, molti pensano che sia soltanto una questione di esercizio fisico”.
E per tutta la lezione mi butta in qua e in là qualche frase in italiano, pronunciata benissimo.
Inizia a questo punto una sequenza di allungamenti, pose da mantenere, contatti forti con il terreno ed elevazioni verso l’alto. Ad un certo punto penso che domani non riuscirò ad alzarmi dal letto e ora non credo di esagerare.
Al momento di fare la posizione del ponte il mio corpo capisce che il periodo della pigrizia è finito, gli scoccia e me la fa pagare con il classico crampo al quarto dito del piede ma in fondo quanto ne me può fregare? Nulla in effetti, e già che ci sono lo faccio una seconda volta.
Risvegliata, esco dalla scuola e mi immergo nelle luci natalizie del centro.
